Regione Liguria: il Consiglio Regionale approva le modifiche alla Legge Urbanistica

 

View of Genoa, Italy.

In data 26 aprile 2021 il Consiglio Regionale della Regione Liguria ha approvato definitivamente il disegno di legge di riforma della legge urbanistica (DDL n. 59 del 2021).

Come emerge dalla relazione illustrativa, i principi ispiratori della riforma (costituita da nove articoli) sono stati la semplificazione amministrativa, l’assenza di consumo di suolo, il recupero edilizio, la rigenerazione urbana e la sostenibilità ambientale.

L’elemento innovatore è costituito dall’introduzione del Piano dei Servizi e delle Infrastrutture (PSI) e del Piano Urbanistico Locale (PUL) per quei Comuni che verranno qualificati dal Piano Territoriale Regionale (PTR) come “Città” o come “Poli attrattori dell’entroterra”.

I nuovi strumenti sostituiranno il Piano urbanistico comunale (PUC) ed, eventualmente, potranno essere adottati a livello intercomunale.

Il Piano dei Servizi e delle Infrastrutture (PSI), per la cui disciplina è stato aggiunto alla L.R. n.36/1997 l’art. 23-bis, sarà costituito da tre atti: il Documento di Preparazione del Piano, il Progetto di Piano ed il Rapporto Preliminare e quello Ambientale ai sensi della L.R. n. 32/2012, e sarà adottato a cura del Comune, mentre spetterà alla Regione la relativa approvazione.

Il PSI svolgerà un ruolo di coordinamento ed integrazione con gli strumenti per la programmazione delle opere pubbliche e con le politiche comunali per la mobilità, l’istruzione pubblica, l’edilizia e i servizi sociali.

Il Piano Urbanistico Locale (PUL), di cui all’art. 23-ter, sarà di competenza esclusiva dei singoli Comuni, essendo espressione delle esigenze peculiari di questi ultimi, che dovranno approvare il relativo progetto entro un anno dall’approvazione del PSI.

Pur apprezzata l’attribuzione di maggiori poteri ai Comuni, non vi è chi manca di sottolineare che l’istituzione di questa doppio binario strumentale potrebbe avere ricadute negative in vista della programmazione degli investimenti sul territorio, così come declinati nel PNRR: tali risorse, infatti, potrebbero giungere sul territorio con un ritardo non indifferente.

Di rilievo, inoltre, la modifica apportata all’art. 68 della L.R. n. 36/1997 che ha introdotto una deregolamentazione per quelle aree che verranno qualificate come territori dell’entroterra rispetto alle quali non troverà più applicazione il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) e, in considerazione del permanere dell’emergenza sanitaria, la prorogata previsione che autorizza i Comuni a concedere spazi che ricadono in aree demaniali da utilizzare per dehors e l’ulteriore proroga al 31 dicembre 2023 per l’approvazione dei PUC.