Covid-19: il TAR Lazio denuncia i pericoli della D.A.D.

Una nuova pronuncia sui decreti emergenziali: si parla di “Didattica A Distanza” (D.A.D.) e dei danni, non adeguatamente valutati, che sta cagionando agli studenti.

Con atto di motivi aggiunti i ricorrenti, tutti genitori di studenti frequentanti scuole secondarie superiori, hanno impugnato il D.P.C.M. 2.3.2021 (pubblicato in pari data sulla G.U. n. 52) nella parte in cui, tra le altre, è stata disposta la chiusura automatica di tutte le scuole di ogni ordine e grado nelle “zone rosse”, senza distinzione alcuna tra aree territoriali circoscritte.

L’impugnato D.P.C.M. si fonda, infatti, sul parere del 27.2.2021 del Comitato Tecnico Scientifico, il quale, pur raccomandando il mantenimento dell’attività scolastica in presenza nelle zone bianche, gialle ed arancioni, ha ritenuto di prendere in considerazione la possibilità di una sospensione delle attività didattiche nelle aree territoriali maggiormente a rischio (le c.d. “zone rosse”), ma ciò senza soffermarsi e valutare la possibilità, all’interno delle medesime zone ad alto rischio, di disporre la sospensione delle attività didattiche limitatamente ad aree circoscritte, in ragione dell’andamento diversificato dell’epidemia.

Alla luce di quanto sopra, e dello svilupparsi di studi scientifici e dati che comprovano che dall’inizio della pandemia si è verificato un significativo aumento dei ricoveri ospedalieri di adolescenti per gravi disordini alimentari e tentativi di suicidio, il TAR Lazio, con l’ordinanza n. 1947 del 26.3.2021, ritenendo che la Presidenza del Consiglio dei Ministri non abbia svolto l’adeguata attività istruttoria nell’adozione del D.P.C.M. 2.3.2021 e nell’aver previsto la chiusura automatica ed indiscriminata delle scuole nelle “zone rosse”, ha accolto la domanda cautelare dei ricorrenti e, per l’effetto, ha sospeso l’efficacia del richiamato D.P.C.M. ai soli fini del riesame da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri, concedendo termine sino al 2 aprile 2021.

Si rimane, dunque, in attesa del risultato del suddetto riesame e della conferma, o meno, della misura della chiusura automatica e totale di tutte le scuole nelle “zone rosse”.